Che Guevara, il rivoluzionario
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Che Guevara, il rivoluzionario - Giancarlo Villa
Che Guevara, il rivoluzionario
Copyright © 2020, 2020 Giancarlo Villa and SAGA Egmont
All rights reserved
ISBN: 9788726582635
1. e-book edition, 2020
Format: EPUB 3.0
All rights reserved. No part of this publication may be reproduced, stored in a retrievial system, or transmitted, in any form or by any means without the prior written permission of the publisher, nor, be otherwise circulated in any form of binding or cover other than in which it is published and without a similar condition being imposed on the subsequent purchaser.
SAGA Egmont www.saga-books.com – a part of Egmont, www.egmont.com
1.
La fine e l'inizio
8 Ottobre 1967, Bolivia.
E' un Ernesto Guevara molto diverso da quello che ha marciato in maniera trionfale sulle strade di Cuba pochi anni prima, fianco a fianco con Fidèl Castro. Sembra invecchiato di trent'anni. I suoi vestiti sono laceri, impregnati di fango e sudore. Al di sotto di essi, emerge un corpo emaciato, costellato di ferite. Del giovane muscoloso ed aitante che è stato il Che
un tempo, non vi è quasi più traccia.
Prima ancora del suo esercito governativo, è stata la foresta boliviana a sconfiggere il Che ed i suoi uomini.
I suoi piedi sono gonfi e sanguinanti, e così le sue mani. I morsi di innumerevoli insetti gli hanno causato ferite infette sulla pelle. Le crisi asmatiche di Ernesto sono diventate severissime, tanto che a volte, durante la notte, egli si sente soffocare. La fame e la disidratazione hanno fatto il resto.
In aggiunta a questo, almeno due ferite da arma da fuoco, medicate in maniera molto approssimativa, contribuiscono a rendere il Che
talmente malridotto che Julia Cortèz non può non trattenere il fiato, mentre entra nella sua prigione.
Quando le avevano detto che Ernesto Guevara, proprio lui!, voleva incontrare l'insegnate del paese dove si trovava prigioniero, per fare un'ultima conversazione prima di essere giustiziato, ella non aveva saputo come rifiutare. Si era forse aspettata di trovare un uomo a pezzi, pronto ad implorare pietà.
Eppure, ora che se lo trova davanti, Julia può vedere la verità. Lo sguardo di Guevara non è quello di un uomo sconfitto, anzi. E' vivace, vigile, persino curioso. Sorride, Guevara. Forse è per questo che Julia trova difficile guardarlo. Come può sorridere così un uomo condannato a morte?
Grazie per essere venuta
dice Guevara, invitandola a sedersi. Io.. io…
balbetta lei. Io non so cosa tu possa volere da me. Io non sono una religiosa, non posso darti conforto…
Non ho bisogno di un prete
risponde Guevara, scuotendo la testa. Voglio solo parlare con qualcuno. Tu insegni nella scuola lì in fondo, vero?
Sì
risponde semplicemente Julia. Non sa cosa altro dire.
Sei fortunata, tu hai un buon lavoro. Educare i più deboli è tra i lavori più nobili che esistano. Non credi?
Io… io credo di sì.
La tua scuola però non è in buone condizioni. Mi sembra di vedere che il muro stia crollando.
Purtroppo sì, Il muro ed il tetto hanno bisogno di riparazioni, da molto tempo. Quando piove, a volte, l'acqua penetra nelle classi. A volte cade sui libri dei bambini.
Guevara scuote la testa. Questo è inaccettabile Tutto il vostro villaggio è così povero. Eppure, i governanti della Bolivia, guidano macchine di lusso. Vivono in case dorate. Io trovo che questo non sia giusto, e tu?
Io…
esita Julia, sempre senza riuscire a sostenere quello sguardo. No, certo che no.
Guevara sorride. Ricorda ai tuoi bambini che dovrebbero avere una scuola più bella, e che dovrebbero lottare per averla. Puoi fare questo per me?
Certo
risponde Julia, sempre più sorpresa.
Il Che
tace per un secondo.
"Ora è
