Un motivo per amare: Harmony Collezione
By Jeanne Allan
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Allie aveva cambiato casa e persino lavoro, pur di cancellare dalla propria esistenza l'ombra di Zane Peters. Purtroppo non è
bastato, perché... qualcuno ha avuto la brillante idea di invitarlo al matrimonio di sua sorella. Lo scontro è inevitabile.
Zane ha anche la sfrontatezza di chiederle...
Jeanne Allan
Tra le autrici più amate e lette dal pubblico italiano.
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Un motivo per amare - Jeanne Allan
1
Il grande salone del centenario albergo St. Christopher di Aspen, in Colorado, era lo scenario perfetto per il ricevimento nuziale di Thomas Steele, proprietario dell'albergo stesso, e di Cheyenne Lassiter.
Il pomeriggio settembrino era già abbastanza freddo da giustificare il fuoco nei due grandi camini ai due capi del salone da ballo. Dall'alto soffitto a volta pendevano lampadari di cristallo che riflettevano una soffusa luce rosata sugli invitati che brindavano alla salute della coppia felice.
Ospiti dell'albergo, incuriositi, e turisti entrati per caso per ammirare lo storico salone, accettavano l'offerta di bicchieri di champagne e guardavano stupiti stelle del cinema, famosi uomini d'affari, celebrità dello sport e della politica che si aggiravano tra la folla degli invitati. Grandi decorazioni floreali composte da rose color crema e gigli bianchi profumavano l'aria.
Alberta Harmony Lassiter non vedeva l'ora di potersene andare.
«Allie, non possiamo tornare a casa?» le chiese la voce disperata di David. «Cheyenne ha detto che non dovevamo rimanere qui per sempre.»
Allie sorrise al suo nuovo nipotino. Davy Steele era ancora molto piccolo, quando i suoi genitori erano tragicamente periti in un incidente aereo.
Accarezzandogli i capelli, Allie disse: «Dobbiamo aspettare che gli sposi taglino la torta».
«È proprio necessario? Non ce ne andremo mai più via da qui.»
«Sì, è proprio necessario. Dato che rimarrai al ranch con noi, avrai tutto il tempo che vorrai per andare a cavallo mentre Cheyenne e Thomas saranno in luna di miele.»
Luna di miele.
Sembrava quasi impossibile. Erano passate soltanto poche settimane da quando sua sorella Cheyenne aveva conosciuto Davy e suo zio, Thomas. E oggi Cheyenne era diventata la signora Thomas Steele e la madre di David.
Gli occhi di Allie si inumidirono. Sua sorella maggiore sposata con una famiglia già fatta! Cheyenne era bellissima, ma la sua bellezza trascendeva l'apparenza fisica.
C'era stato un tempo in cui anche Allie credeva di aver trovato l'amore, ma si era sbagliata.
«Oh, no, eccola che viene!» Quelle parole mormorate con sgomento ricordarono ad Allie il ragazzino di fianco a lei. «Chi sta venendo?»
«Lei.» David puntò il dito verso una bimbetta che trotterellava verso di loro, sorridendo timidamente. «Non riesco a liberarmene.»
Allie non l'aveva mai vista prima. Aveva un visetto tondo, da cherubino, incorniciato da folti riccioli rossi. «Non mi sembra così pericolosa.»
David lanciò ad Allie un'occhiata chiaramente disgustata. «Continua a tormentarmi.» La piccola gli afferrò una mano e lui la ritirò bruscamente. «Vattene, non mi piacciono le bambine» sbottò infastidito.
Grosse lacrime spuntarono negli occhi della bimba.
«Vedi?» disse David rivolgendosi ad Allie. «Fa così ogni volta che le dico di andarsene. Smettila di piangere. Dai, fra un po' c'è la torta. Non ti piacciono le torte?»
La piccola annuì e allungò di nuovo la mano. Con un gran sospiro David la prese.
Allie si accucciò all'altezza della bambina.
«Ciao! Io mi chiamo Allie e questo è David. Tu come ti chiami?»
La bambina si mise in bocca il pollice.
«Non parla» disse Davy. «Forse non è capace.»
La piccola gli lanciò un'occhiata indignata.
Allie nascose un sorriso.
«Ti piacciono i matrimoni?»
La bambina scosse la testa. Si tolse il pollice dalla bocca e toccò il vestito di Allie. «Bello.»
«Grazie, anche il tuo vestito è bello.» Era un piccolo orrore, color fragola, troppo largo per lei.
«Me l'ha comperato il babbo.»
«Chi è il tuo papà?» le chiese Allie.
La piccola si guardò attorno, poi il suo volto si illuminò. «È lui» disse indicandolo con il dito.
«Salve, Allie.»
Il salone sembrò precipitare nell'oscurità. Allie si sentì gelare e dimenticò perfino di respirare. Che ci faceva lì Zane Peters? Come osava comparire, non invitato, al matrimonio di Cheyenne? Come osava rivolgerle la parola? Non poteva pensare di essere stato perdonato!
Non l'avrebbe mai perdonato. Era stata offesa mortalmente. Adesso, però, non aveva più potere su di lei.
«Allie! Non puoi rialzarti? Vuoi che chiami nonna Mary o Cheyenne?» interloquì Davy ansiosamente.
Allie si riprese, rivolse un sorriso rassicurante a David e disse: «Sto bene. Mi si è solo addormentato un piede».
«Lascia che ti aiuti» propose Zane.
Lei ignorò la mano che lui le tendeva. Si alzò in piedi e scorse Cheyenne poco lontana che la guardava, con aria preoccupata e soprattutto colpevole.
Per cinque anni era riuscita a evitare Zane Peters. Aveva insegnato in una scuola di Denver e, quando tornava ad Aspen, riusciva a far funzionare una specie di radar che preveniva incontri fortuiti.
Senza rivolgere neppure un'occhiata all'uomo che l'aveva tradita, si avvicinò alla sorella.
«Lascia che ti spieghi» cominciò Cheyenne. «Zane era il miglior amico di Worth...»
«Vuoi dire che è stato Worth a invitarlo?»
«Ho incontrato Zane in città ieri. L'ho visto giù di corda. Mi hai ripetuto mille volte che di lui non t'importa più nulla... È uno dei nostri amici più cari e Worth sente molto la sua mancanza.»
«A me non l'ha mai detto.»
«Non l'avrebbe mai fatto.»
«E questa sarebbe l'unica ragione per cui l'hai invitato? Per Worth?»
«E per quale altra ragione? Lo so che a te non interessa più.»
Il senso del decoro le impedì di strangolare la sorella proprio il giorno del suo matrimonio.
«Lo sai che non mi va che tu ficchi il tuo naso a punta nei miei affari.»
«Il mio naso non è più appuntito del tuo. Inoltre sua moglie è morta. Tu e Zane potreste...»
«Potremmo che cosa? Ascoltami bene, Cheyenne Lassiter, se tu sei disposta a fare da stuoino a qualche stupido, fai pure. Io no. Per cui fatti gli affari tuoi.»
«Personalmente non vedo mia moglie fare da stuoino a nessuno» intervenne una voce maschile. «E io sarò pure uno stupido, ma ho capito cosa sta succedendo.»
«Mi dispiace di averti dato dello stupido» si scusò Allie mortificata, «ma qualche volta mia sorella...»
«Che cosa ha fatto la signora Ficcanaso questa volta?» Thomas sorrise alla moglie. «Ti amo, signora Steele, ma questo non vuol dire che non conosca le tue malefatte.»
Cheyenne appariva pentita.
«Non importa» sospirò Allie sorridendo. «Sono rimasta sorpresa e ho reagito in modo esagerato. Le sorelle non si sposano tutti i giorni e io sono piuttosto emotiva.»
Cheyenne l'abbracciò. «Bugiarda» le sussurrò all'orecchio. Poi disse ad alta voce. «Non accadrà più, te lo prometto. Mi faccio una croce sul cuore.»
Allie sbuffò e tutte e due scoppiarono a ridere.
Thomas guardò prima l'una e poi l'altra. «Non riuscirò mai a capire le donne...»
«È questo che rende divertente il matrimonio» intervenne Mary Lassiter, la madre delle due sorelle, avvicinandosi. «Il mio nuovo nipotino andrà su tutte le furie se voi due non vi affretterete a tagliare la torta in modo che lui possa ritornare al ranch con Allie. A Davy interessano molto di più i cavalli che i matrimoni» aggiunse ridendo.
I capelli corti le stavano bene, osservò Zane.
Si era innamorato di Allie Lassiter tanto tempo prima. Da allora molte cose erano cambiate, non quella, però. Quella non sarebbe mai più cambiata.
Non aveva diritto di amarla, non più dopo quel che era successo. Non si aspettava che lei lo rivolesse fra le sue braccia, il che però non gli impediva di lasciarsi trasportare dalla fantasia.
«I cani affamati non guardano il cibo con altrettanta ingordigia.»
Zane non ebbe bisogno di voltarsi per sapere chi aveva parlato. «Ieri, quando ho incontrato Cheyenne che mi ha invitato al suo ricevimento di nozze, ho pensato che forse...» Scoppiò in una risata, breve e amara. «Allie non sapeva che sarei venuto. Cheyenne non gliel'ha detto.»
«Cheyenne non poteva sposarsi senza sua sorella» disse Worth Lassiter.
«Vuoi dire che Allie non sarebbe venuta se avesse saputo della mia presenza? E tu? Cheyenne avrebbe risalito la navata da sola se avessi saputo che c'ero anch'io?»
«Io lo sapevo. Cheyenne mi aveva chiesto se doveva telefonarti per annullare l'invito. Poi si era convinta che tu non saresti venuto. Io invece ne ero sicuro.»
Zane non riuscì a decifrare il tono della voce di Worth, e non riusciva neppure a guardare negli occhi quello che era stato il suo migliore amico. «Ci siamo divertiti un sacco, io e te insieme.»
«Già» convenne Worth tranquillamente. «Mi sei mancato, mascalzone, ma Allie è mia sorella. Il tuo comportamento l'ha quasi distrutta.»
«Farei qualunque cosa per cancellare quello che ho fatto.»
«Lo so.»
Zane lo fissò. «E Allie lo sa?»
Worth scosse la testa.
«Non ha più pronunciato il tuo nome da quella sera in cui tornò a casa e ci disse che tu stavi per sposare un'altra.»
«Credevo che dopo tanti anni si fosse sposata.»
«Ha avuto delle proposte, ma non le interessavano. Dopo aver conosciuto te e suo padre, Allie non ha un gran concetto degli uomini.»
Pochi uomini erano caduti tanto in basso quanto Beau Lassiter, il padre defunto e non rimpianto di Allie. «Hannah non vede l'ora di mangiare la torta, ma penso sia meglio che ce ne andiamo» borbottò Zane.
«Non sapevo che fossi un vigliacco» osservò Worth andandosene.
Zane lo guardò allontanarsi. Worth gli aveva dato del vigliacco e lui non capiva perché.
Si voltò e vide Allie e le sue sorelle ridere con lo sposo. Spesso sognava Allie che rideva nel suo letto. Sebbene non avesse diritto a sogni di quel genere, quel sogno non era mai cessato.
Hannah si era allontanata di nuovo, ma lui la teneva d'occhio. Si era avvicinata ad Allie e la fissava coi suoi occhioni azzurri. Le bambine andavano matte per i matrimoni; Hannah, invece, sembrava affascinata dalla damigella d'onore e non dalla sposa.
Tutti pensavano che le sorelle Lassiter si assomigliassero, ma si sbagliavano. Cheyenne era un libro aperto, Allie era un libro chiuso in cui pochi eletti erano riusciti a ficcare il naso. Una volta Zane aveva avuto il privilegio di condividere i suoi pensieri più intimi, un privilegio che aveva stupidamente perso. Se fosse stato un uomo facile alle lacrime, avrebbe pianto in quel momento e avrebbe pianto milioni di volte nel corso degli ultimi cinque anni. Ma piangere non sarebbe servito a nulla.
E non sarebbe servito neppure andarsene a precipizio. Doveva rimanere lì finché Hannah non avesse avuto la sua fetta di torta, poi avrebbe infilato la porta e sarebbe fuggito per sempre il più lontano possibile da Allie Lassiter.
Era stato uno stupido ad accettare l'invito. Se solo la sposa si fosse decisa a tagliare quella maledetta torta! Allie era troppo bella, più bella di cinque anni prima. Sentiva quasi il sapore della sua bocca.
Tagliate quella maledetta torta!
Allie avrebbe voluto gridare. La torta era stata finalmente tagliata e tutti avevano brindato ai novelli sposi.
Cheyenne ancora, però, non si decideva a buttare quel maledetto bouquet e Allie non poteva darsi alla fuga.
Avrebbe voluto togliersi quel vestito di seta azzurra che le era sembrato così elegante, nella sua classica semplicità, quando l'aveva indossato. Ma adesso le dava fastidio. Se Zane non smetteva di guardarla... non sopportava la sua presenza
