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Il Bacio del Nefilim
Il Bacio del Nefilim
Il Bacio del Nefilim
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Il Bacio del Nefilim

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About this ebook

Un angelo che ama una demone: sarà una storia d’amore che durerà attraverso i secoli… o rappresenterà la fine del mondo?


La Succuba Sarahi vive un’esistenza squallida. Nutrirsi della lussuria degli uomini per dare beneficio alla madre, la regina dei demoni, la lascia esausta e triste.


Finché un giorno incontra Lucien, un guerriero mezzo-angelo che ha giurato di proteggere l’umanità dalla sua razza… e che ha fatto anche voto di castità.


I due nemici naturali potranno trovare insieme quello che non hanno mai osato cercare? O da questa unione proibita scaturirà la guerra tra angeli e demoni, preannunciata da lungo tempo?

LanguageItaliano
PublisherNext Chapter
Release dateAug 6, 2023
Il Bacio del Nefilim
Author

Simone Beaudelaire

Simone Beaudelaire es el seudónimo de una autora de romances y estudiante de postgrado de Texas. En su tiempo libre, la Sra. Beaudelaire lee romances tan rápido como puede, y cuando no los lee, los escribe. La Sra. Beaudelaire está casada con su colega Edwin Stark.

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    Il Bacio del Nefilim - Simone Beaudelaire

    Parte Uno

    Capitolo Uno

    ROMA, 78 D.C.

    Sarahi camminava con passo lento e sinuoso per le strade acciottolate di Roma, tra gli edifici di marmo bianco sostenuti da grandi colonne, diretta al tempio di Venere. Lo stomaco le ringhiava dalla fame. Era passato troppo tempo dall’ultima volta che aveva mangiato – alcuni mesi – ma non riusciva a liberarsi dall’immagine di Alexander morente tra le braccia, la sua forza vitale prosciugata dalla sua insaziabile fame. Povero uomo. Era così bello, così forte. Un guerriero in camera da letto e sul campo di battaglia.

    È così ingiusto che io non possa mai tenere un uomo per me e che lo debba usare solo fino a prosciugarlo. Il mio sostentamento è la rovina del mio amante. Questa è la mia unica possibilità e la odio ancora di più. Prostituzione. Barattare un uomo con un altro finché non sono sazia. Disgustoso. Ma se Sarahi fosse rimasta ancora a lungo senza mangiare, avrebbe rischiato di perdere il controllo e sarebbe stato perfino peggio. Con un unico pasto, avrebbe potuto consumare un uomo fino a distruggerlo.

    Ah, essere una demone non è affatto come crede la gente. Ho così poco potere. Oh, posso rimpicciolirmi fino a diventare minuscola e scatenare la lussuria nelle persone ma cos’hanno di buono queste qualità? A cosa servono? Vivo come un animale, accoppiandomi e nutrendomi. E per me, le due cose coincidono.

    Avvicinatasi al tempio, Sarahi sentì aumentare la sua energia sessuale, poteva perfino avvertirne il sapore. All’interno, dietro la palizzata perfettamente rettangolare di colonne scanalate, sotto il punto più basso del tetto, gli uomini di potere scambiavano le monete guadagnate faticosamente per una notte insieme a una di quelle bellissime donne, il cui compito era quello di onorare la dea dell’amore. Gli uomini non avevano idea che ci fossero numerose Succubi in mezzo a loro. È un pasto facile. Non occorre andare a caccia. La preda arriva direttamente nelle tue mani.

    Mmh. Un bellissimo giovane la guardò. Davvero carina.

    Sarahi gli appuntò addosso uno sguardo penetrante e si tirò lo scialle ceruleo sopra i capelli scarlatti. Era il meglio che potesse fare. Non poteva mascherare la pelle bianca come il latte o i luccicanti occhi verdi. Ma almeno poteva celare i capelli.

    Ma perché mi sto nascondendo? Potrei andare subito con quel giovane e sfamarmi. È disponibile, posso sentirlo, posso sentire la lussuria che emana. Sarahi si accigliò. Non voglio. Che se lo prenda Lilith, io non lo voglio. Non voglio nessuno. Voglio essere lasciata sola.

    Aveva i crampi allo stomaco per la fame, diede un’altra occhiata alla schiena del giovane che si stava allontanando da lei. Se lo chiamassi, verrebbe. Aprì la bocca, lasciando sporgere la punta della lingua leggermente biforcuta e inalò… assaporò…

    Che cos’è questo profumo nell’aria, questa fragranza celestiale? Sembra l’odore di uomo, ma del migliore degli uomini. Appena lavato, senza alcun profumo addosso a mascherare l’aroma naturale. Forte. Dolce. Delizioso. Da dove proviene? Quel profumo la stuzzicò. Sarahi si voltò.

    Un uomo stava camminando lungo la strada.

    Non c’è nulla d’insolito, allora perché non riesco a smettere di fissarlo? Centinaia, forse migliaia di uomini, percorrevano ogni giorno la strada da e verso il senato, il tempio e i vespasiani. Non c’è niente di eccezionale in quest’uomo che sembra andare nella mia stessa direzione.

    Be’, in realtà c’è qualcosa di strano in lui. È incredibilmente alto. E scuro. I riccioli fitti tagliati corti brillavano più neri alla luce del crepuscolo. L’uomo era girato di schiena ma dalla toga bianca Sarahi riuscì a scorgere il bel corpo muscoloso. Le venne l’acquolina in bocca alla vista di quell’uomo. Oh, posso solo immaginare quanto sarebbe deliziosa la sua energia. Potrei assaggiare un piccolissimo boccone proprio ora.

    Sarahi si asciugò l’angolo della bocca con la mano e si affrettò a inseguirlo. Se sta andando al tempio, è il mio giorno fortunato. Non mi dispiacerebbe cibarmi di lui.

    Com’era prevedibile, l’uomo si diresse a grandi passi verso il tempo, ma anziché entrare indugiò all’esterno della porta. Si voltò e guardò la strada, a Sarahi si mozzò il fiato. Avevo mai visto un volto così bello? Mento fiero, occhi lucidi come l’ebano, naso forte e largo, bocca piena e sensuale. Quest’uomo è stato fatto per essere amato. Sarahi lo desiderava più che mai.

    Quando alcuni uomini si avvicinarono all’ingresso, lui toccò loro il braccio. Quelle labbra piene si contorsero a pronunciare delle parole che Sarahi non riuscì a cogliere. Nessuno si voltò, ma quelli che erano stati toccati si fermarono. Alcuni si girarono e si affrettarono lungo la strada. Altri si prepararono ed entrarono.

    Loro non possono vederlo. Lui li tocca, parla, ma questi non sanno che lui è lì.

    Interessante che io riesca a vederlo. Sarahi si avvicinò. L’uomo puntò su di lei quegli occhi brucianti e neri come la notte.

    Non avvicinarti, Succuba, intonò con voce forte e profonda. Sarahi rabbrividì sentendo quel suono. Piegò il volto in un sorriso sensuale e camminò verso di lui, invadendo deliberatamente il suo spazio e lasciandogli annusare la sua profumata dolcezza femminile. L’uomo dilatò le narici.

    Come fai a sapere che cosa sono? chiese lei, scandendo lentamente le parole.

    Il pomo d’Adamo dell’uomo sobbalzò. "Certo che so cosa sei, puttana. Tu sai cosa sono io?

    Oh, per amor di Lilith, sibilò Sarahi, improvvisamente furiosa. Sei un Nefilim. Avrei dovuto immaginarlo. Il mio delizioso pasto è un mezzo-angelo che ha fatto voto di castità. In quel momento Sarahi sentì il bisogno di imprecare.

    "Avresti dovuto accorgertene, piccola," la rimproverò.

    Non ho mai visto un Nefilim prima d’ora. Mia dea, ma è bellissimo, e cos’è quell’espressione… divertita?

    Le sue labbra piene si contorsero nella parodia di un sorrisetto ironico. Allora non sei stata addestrata a dovere. Tu non entrerai lì dentro, questa notte.

    Che differenza fa? domandò lei a braccia spalancate. Quegli uomini finiranno nel letto di una donna. Usciranno da qui indenni. Perché negarmi l’ingresso?

    È mio dovere. L’uomo fece una pausa, la sua espressione fiera cambiò quando iniziò a considerare i fatti e con un gesto della testa indicò le colonne che fiancheggiavano l’entrata. "Vuoi andare lì dentro?"

    Sarahi corse il rischio. No. Guardò l’angelo diritto negli occhi. Ma ben presto potresti dover ragionare con il leone per non fargli mangiare l’antilope. Ha fame e non riesce a fermarsi sospirò lei.

    L’uomo strinse gli occhi. Cosa intendi?

    Lei lo osservò confusa. "Dici che sei stato addestrato a riconoscerci. Di certo saprai perché facciamo quello che facciamo."

    Sì. Per ottenere potere. Per minacciare il Paradiso. Gesticolò con la mano aperta.

    Sarahi scoppiò a ridere, quel suono risultò amaro perfino alle sue orecchie. No, signor Nefilim, sei male informato. Noi seduciamo gli uomini non per avere il controllo su di loro, ma per sfamarci. L’energia prodotta dall’atto della copulazione è la nostra unica fonte di nutrimento.

    Quella rivelazione fece contorcere il volto dell’angelo. Tu ti nutri degli uomini? Si ritirò da lei disgustato.

    Sarahi si avvicinò di nuovo, pregando in silenzio che lui la capisse. È nella mia natura farlo, eppure…

    L’uomo si raddrizzò in tutta la sua imponente statura, oscurando con la sua ombra la luce del tramonto e sollevò una mano per impedirle di proseguire. Eppure? chiese.

    Sarahi sollevò lo sguardo su di lui attraverso le ciglia abbassate. Eppure preferirei mangiare pane e bere vino, come chiunque altro. La mia è un’esistenza maledetta.

    L’angelo ponderò la cosa. Che succederebbe se ti nutrissi di un solo uomo; di un marito o di un amante?

    Sarahi trattenne il respiro. Perché te ne importa, angelo? Perché fai tutte queste domande? La ragazza si sentì tremare le labbra. Nessun uomo sopravvivrebbe così a lungo. Al massimo un paio di mesi. Il mio ultimo… la sua voce si affievolì e Sarahi si allontanò.

    Una mano calda si chiuse sulla spalla della ragazza. La sua veste era tenuta accostata da un fermaglio e le dita dell’uomo toccarono la pelle nuda. Mi dispiace. Non mi ero reso conto.

    Sarahi si voltò per affrontarlo, con gli occhi umidi. Non giudicare quello che non puoi capire, Nefilim. La tua razza non sa nulla della mia.

    Lucien. L’uomo non la disapprovava più, il suo tono di voce tenero le scorreva dentro come il miele, caldo e dolce. Quel suono l’aveva catturata e Sarahi lottò per comprenderne il significato.

    Cosa? Sarahi sbatté gli occhi per allontanare il richiamo inebriante della sensualità inconscia di quell’essere.

    Il mio nome è Lucien, ripeté lui.

    Sarahi sorrise. Davvero appropriato. Be’, Lucien, Non mi nutro da un’eternità. Se non mangio presto, perderò probabilmente il controllo e poi tu dovrai uccidermi. Mordendosi le labbra in un gesto carico di seduzione, Sarahi aggiunse con finto tono innocente, Vuoi uccidermi, portatore di luce?

    Lucien rifletté in silenzio per un momento infinito, poi disse, No, Succuba. Non voglio ucciderti.

    Le labbra di Sarahi si incurvarono in un vero sorriso, era entusiasta di vedere Lucien reagire a lei, anche se questo si era limitato solo ad allargare le narici. Mi chiamo Sarahi.

    Lucien abbassò il mento in segno di ammissione. Me lo ricorderò. Ti chiedo scusa per… tutto.

    Scuse accettate. Adesso che l’ostilità si era dispersa, la brama di possedere, o almeno assaggiare, quella gloriosa creatura minacciò di sopraffarla. Sarahi deglutì. Non comportarti come una demone ora, donna. Lui è una creatura della luce. Ma il desiderio sconfisse il buonsenso, incoraggiando il suo corpo dolorante e bisognoso a spingersi verso Lucien. Per favore, vai da qualche altra parte. Salva le vittime innocenti. Sarahi si morse di nuovo il labbro, provando un vero e proprio sgomento. Alla fine ammise, Non voglio sprecare la mia forza cercando di compiere l’impossibile.

    Che sarebbe? chiese lui dimostrandole tutta la sua innocenza.

    Nutrirmi di te, lo informò lei, senza giri di parole.

    Lucien era stupito. Non potresti farlo.

    Una tale sicurezza. Dubito che tu sia forte quanto credi di essere, signor Nefilim. Sarahi lanciò un piccolo segnale di adescamento e Lucien spalancò gli occhi. Quando lei parlò, il desiderio sensuale trasudava dalla sua voce. Solo se riuscissi a sedurti. Ma se potessi… Si arricciò una ciocca di capelli intorno alla punta del dito.

    Allora? Il sobbalzare del pomo d’Adamo nella massiccia gola color ebano contrastava con il tono di voce pungente.

    Allora credo che assaporerei il pasto più gustoso della mia intera vita. Sarahi si avvicinò e premette il suo corpo contro quello di Lucien e gli fece passare le braccia intorno al collo. Gli abbassò la testa e lo baciò. Con suo sommo stupore, Lucien non fece resistenza. Sarahi lo avvicinò ancora di più a sé e gli fece scivolare la lingua sul contorno delle labbra prima di immergerla nella sua bocca.

    Lucien era ancora più delizioso di quanto avesse immaginato, specialmente quando il desiderio iniziò a crescere in lui. La fame di Sarahi si placò e la ragazza divenne consapevole di un nuovo senso di vuoto, che non provava da un periodo che sembrava un eternità. Lo voglio, ma non come semplice sostentamento.

    Sarahi fece scorrere la punta delle dita sulle braccia di Lucien e gli guidò le mani fino a fargliele appoggiare sulla vita sottile, prima di stendere le braccia verso l’alto e abbracciarlo di nuovo.

    In pochi secondi il suo stomaco dolorante ero pieno fino all’orlo. Sarahi realizzò, all’improvviso, di non aver più bisogno di nutrirsi. La mia fame è stata soddisfatta, e solo con un bacio.

    Sarahi aprì la bocca, il senso di colpa combatteva con la soddisfazione vibrante. Vai, Lucien. Lascia questo posto. Hai fatto un voto. Non sarò io a indurti in tentazione per infrangerlo. Vai.

    Lucien la fissò incredulo per un periodo lungo diversi battiti del cuore, poi scomparve come se non fosse mai stato lì.

    Sarahi prese un respiro tremolante e si leccò le labbra, gustando il dolce sapore di miele lasciato dal desiderio di Lucien. Come posso nutrirmi di un altro uomo dopo questo? Sarebbe come mangiare della cenere.

    Un pensiero piacevole si fece strada nella Succuba. Forse non è necessario completare l’atto sessuale per sfamarsi. Forse posso nutrimi di lussuria non consumata, o perfino di quella degli altri. Stare nelle vicinanze, ripulire un po’ l’energia in eccesso e risparmiarmi l’umiliazione.

    Che ironia dover benedire il giorno in cui ho incontrato il mio nemico faccia a faccia.

    Capitolo Due

    VERSAILLES, FRANCIA, 1660

    Sarahi esaminò la sontuosa camera da letto dove si stava nascondendo. Raramente si preoccupava del destino dei mortali, ma perfino lei dovette ammettere che tutto quel lusso era uno spreco ed era sbagliato. I contadini cenciosi soccombono alle malattie per le strade, i loro figli muoiono di fame, eppure il re e la sua corte osano esprimere i loro eccessi in questo modo. È disgustoso. Naturalmente, con tutto il tempo libero di cui godevano i corpulenti nobiluomini e le grasse gentildonne, indulgere in interludi lussuriosi forniva un diversivo comune per distrarsi dalla noia derivata da una ricchezza estrema.

    Una chiave scattò piano nella serratura, seguita dal suono di una risatina femminile. Sarahi si rimpicciolì velocemente, diventando delle dimensioni di un topo, e si nascose tra l’assortimento di bottiglie colorate di profumo disseminate sul tavolo del boudoir, sotto un enorme specchio dorato. Lanciò un’occhiata al letto. La seta color blu reale era appesa a delle imponenti colonne di legno intagliate con motivi intricati. Uno scorcio nel giaciglio di broccato blu e d’oro rivelava delle immacolate lenzuola bianche.

    La matrona ridacchiante doveva avere circa trentacinque anni e in testa portava una parrucca incipriata di un’altezza sorprendente. La donna spinse nella camera un uomo molto più giovane di lei e chiuse la porta a chiave. Il ragazzo aveva il volto sepolto nei suoi seni, che trasbordavano dalla scollatura dell’abito. Lei lo trascinò a letto.

    Déshabillez-vous, le disse formale, nonostante l’ambiente così intimo.

    Fais-le toi-même, replicò lei, voltandosi in modo che il ragazzo potesse slacciarle il vestito. Lui iniziò a tirare i lacci con impazienza.

    Sarahi si abbeverò dal loro desiderio. Ahhh, ora va meglio. Di tutte le scelte disponibili, guardare amoreggiare gli altri è la migliore. Tanto quei due finiranno comunque a letto insieme, razionalizzò. Che differenza può fare se mi prendo un piccolo assaggio? Attribuiranno la stanchezza alla sazietà e domani si saranno completamente ripresi.

    Davanti alla finestra passò un’ombra e Sarahi sollevò bruscamente lo sguardo. La coppia, ancora in difficoltà con i lacci dell’ingombrante abito della donna, non reagì in nessun modo.

    Nefilim… devo andarmene da qui… Ma poi Sarahi individuò la fragranza rivelatrice, se pure mascherata dal sudore del sudiciume della coppia, che finalmente era abbracciata nuda a letto.

    Succuba, so che sei qui. Mostrati!

    Oh, quella voce… quel semplice suono è molto più soddisfacente di qualunque cosa stia succedendo dall’altra parte della stanza. Sarahi uscì con cautela dal suo nascondiglio in mezzo alle bottiglie e andò nell’angolo del tavolo.

    Lucien, chiamò piano Sarahi. Nel corso dei secoli si erano trovati spesso faccia a faccia, e anche se Sarahi poteva sentire l’ardore del desiderio che il bellissimo mezzo-angelo provava per lei ogni volta che la vedeva, lui continuava a rimanere ostinatamente fedele al suo voto di castità. Quel bacio sconvolgente che avevano condiviso a Roma non si era mai più ripetuto, con molta delusione di Sarahi.

    Tu, ringhiò lui.

    Hai intenzione di uccidermi questa volta? sorrise lei.

    Stai facendo del male a qualcuno?

    Non mi permetterei mai, ribatté lei. Stavo solo facendo uno spuntino, cortesemente offerto dai nostri amici laggiù. Davvero non crederai di poterli dissuadere? Provano un desiderio feroce l’uno per l’altra, da settimane.

    Grazie a te, le ricordò lui con un tono di accusa.

    Sarahi si strinse nelle spalle, senza cercare di flirtare. Mi piace stuzzicarlo… Penso che anche a lui piaccia. Altrimenti perché sarebbe rimasto a chiacchierare? Potrei aver sussurrato qualche suggerimento all’orecchio del ragazzo, ma Lucien, non avrebbe avuto importanza se lui non l’avesse voluta. Proprio come tu non puoi fermare qualcuno che è veramente determinato, io non posso creare il desiderio laddove non esiste. Tu e io siamo due facce della stessa moneta, amore. Possiamo solo migliorare ciò che è già presente.

    Lucien le scoccò un’occhiata arrabbiata, i suoi occhi color onice lampeggiavano sulla pelle scura del bellissimo volto.

    Non farlo, Lucien. Se provi così tanto ribrezzo, perché non mi nutri tu stesso? Sarahi si sentì brillare gli occhi mentre dava voce al suo più grande desiderio.

    Il volto di Lucien registrò la sua audacia con sorpresa, alla quale seguì il desiderio e infine la rabbia. Perché? Non desidero far parte di una delle tue legioni di amanti.

    Le guance di Sarahi avvamparono, quell’accusa la colpì al centro del cuore. Credi che volessi vivere in questo modo? Non ho avuto scelta. Punta sul vivo, Sarahi ribatté, Non ho amanti. Nessuna legione. Nemmeno una. Questo è l’unico modo in cui mi nutro, ora. Così è molto meglio.

    Allora perché…

    Nonostante Sarahi non sapeva se Lucien potesse leggerle la lussuria che aveva negli occhi, viste le sue dimensioni ridotte, si lasciò comunque trasportare dall’ardore. Oh, mio carissimo angelo, di certo saprai quanto ti desidero. Solo te, Lucien.

    Per un fugacissimo momento il desiderio infiammò gli occhi di Lucien, ma lui lo soppresse velocemente. Digrignò i denti. Ho fatto dei voti.

    So che è così. In base a uno di questi voti, avresti dovuto uccidere ogni Succuba che incontri, non è vero? Pensi di aver mantenuto fede a quel voto? Sarahi inclinò la testa di lato.

    Lucien deglutì a fatica, ma non disse nulla. Sarahi scese dal bordo del tavolo. La grande mano di Lucien l’afferrò interrompendo la sua caduta, proprio come Sarahi aveva sperato che facesse.

    Non tentarmi, Sarahi. Non può venire nulla di buono da questa storia. Lucien la sollevò vicino al volto.

    Non sono d’accordo, Lucien. Può venirne solo del bene. Sarahi fece scorrere le minuscole manine sul palmo della mano di Lucien, beandosi del desiderio contrastante che infuriava sul suo viso.

    Non permetterò che tu ti nutra da me, insistette Lucien con ostinazione.

    Sarahi avvolse il suo corpo intorno al dito di Lucien, per fargli sentire le curve lussureggianti sotto il sottile abito color rubino. Gli baciò la punta del dito. Lo hai già fatto, lo stuzzicò, ma era la cosa sbagliata da dire. Ringhiando, Lucien la rimise sul tavolo e scomparve.

    Sarahi sorrise mestamente mentre la coppia sul letto intrecciava i loro corpi. La loro lussuria aveva un sapore terribile dopo la dolcezza pulita di Lucien. Un momento dopo, scomparve anche lei.

    Capitolo Tre

    NEW YORK, 1923

    Sarahi si osservò nello specchio a figura intera e si aggiustò il vestito in modo che il pizzo nero sul seno prosperoso scendesse ancora di più, creando una scollatura alquanto misera. La sua vittima non sarebbe stata in grado di vederla, quindi non era importante se il suo aspetto fosse al meglio

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