About this ebook
Taylor, Jesse, e la sua migliore amica, Julie, stanno scappando da streghe, vampiri e licantropi. si fingono delle creature della notte e viaggiano fino a Salem per cercare di capire come salvare i "petali" e faermare l'antica cerimonia durante la quale dovrebbero essere sacrificati. Riusciranno a sconfiggere tutti i nemici che li vogliono morti?
Chrissy Peebles
Sin da piccola, Chrissy Peebles ha sempre adorato leggere e scrivere storie di genere fantastico. Vive in una città frenetica con suo marito, due figli e tre gatti. Nel tempo libero ama anche scattare foto. Facebook fan page: https://www.facebook.com/pages/Chrissy-Peebles-Fantasy-Author/351121651567296 Scrivetele pure con i vostri commenti. A Chrissy piace molto il contatto diretto con i lettori.
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Book preview
Chosen - Libro 3 - Chrissy Peebles
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Capitolo 1
Jesse prese la mia mano nella sua e, per un momento, mi guardò in silenzio. Fece un respiro profondo e disse, «Taylor...»
«Sì?»
«Sei così—wow—semplicemente stupenda.» Mi diede una carezza sulla guancia, fermandosi sul labbro superiore. «Come sono riuscito a essere così fortunato da avere qualcuno tanto meraviglioso nella mia vita?» chiese.
Il mio cuore ebbe un sussulto a quelle parole, perché provavo la stessa cosa. Osservai il suo volto angelico. Volevo, avevo bisogno di questo ragazzo magnifico nella mia vita, perché senza di lui non riuscivo a respirare. «No, sono io quella fortunata,» dissi, guardandolo negli occhi.
Jesse mi circondò la vita con le braccia, attirandomi a sé. Un brivido mi percorse la schiena e mi venne la pelle d’oca; il suo tocco aveva sempre questo effetto su di me. Con un sorrisetto, avvicinò il suo volto al mio. Quando le sue soffici labbra incontrarono le mie, cominciarono le scintille. Aprì la bocca, e iniziò una dolce e lenta danza, mentre la sua lingua esplorava la mia bocca. Fu paradisiaco. Con quel bacio ci scambiammo la nostra promessa di amore eterno.
Quando qualcuno bussò alla porta, Jesse si allontanò.
«Ehi, ragazzi,» Julie disse. «Come va con i bagagli?»
Sorrisi. «Um...ci siamo leggermente...uh, distratti.»
«Sapete, se non risolverete nulla, sarò costretta a dividervi come una coppia di bambini d’asilo che non sanno comportarsi bene,» ci rimproverò.
«I bambini d’asilo non fanno quello che noi facciamo,» Jesse disse, poi mi fece l’occhiolino.
Non potei fare a meno di arrossire e ridere, perché aveva sicuramente ragione. Invidiavo la sua compostezza, perché io non riuscivo a mantenere la calma.
«Vado a portare un po’ di questa roba in auto,» disse. «Dobbiamo partire presto.»
«Ok, tesoro,» dissi sorridendo.
Julie si voltò verso di me. «Sarei al settimo cielo dopo un bacio come quello.»
«Lo sono. È il miglior baciatore e... ehi! Stai soltanto cercando di distrarmi così da non lasciare Big Bear Lake, non è vero?»
Sbatté le palpebre e scrollò le spalle. «Dipende. Sta funzionando?»
«Non proprio.»
«Forse dovrei cercare di convincerti con una delle mie battute,» disse.
La guardai dalla testa ai piedi, accorgendomi del suo top fatto di lustrini e dei pantaloncini jeans ricoperti di glitter. «Perché sei così elegante? C’è qualche occasione speciale di cui non sono a conoscenza?»
«Sono viva. Non è abbastanza speciale?»
«Giusto. Suppongo di non aver mai pensato a quanto una persona possa andarsene facilmente,» dissi. «La vita è talmente incerta. Nemmeno il nostro prossimo respiro è garantito.»
«Già, andare via di qui, scappare il più lontano possibile da Big Bear Lake, ci può far rimanere vive per un po’. Voglio dire, potremmo dover affrontare altri immortali e streghe, ma almeno eviteremo quel caso da manicomio, Drake.»
Le diedi il pugno. «Parole sante!»
«Ho un nuovo motto, e intendo rispettarlo.»
«Qual è?»
«Semplice. Vivi.»
«È anche il mio, specialmente considerando che tanta gente vuole impedirmelo.»
«Nessuno ci impedirà di vivere, fin quando rimarremo alla larga da streghe, vampiri e licantropi. Fingere di essere delle vampire è l’unico modo per sopravvivere a questa maledizione.»
A quel punto, Julie cominciò a elencare tutto quello che aveva messo in valigia, vale a dire tutta roba inutile, ma io avevo la testa da un’altra parte. Ero troppo nervosa perché riuscissi a spiegarle che non avrebbe avuto bisogno di tutti quegli orecchini durante la nostra fuga.
«Ehi,» disse.
La guardai. «Cosa?»
«Stai facendo avanti e indietro come una tigre in gabbia. Non mi stai nemmeno ascoltando.»
Agitai le mani in aria. «Ti ho sentito. Stai portando un completo per—»
«Un completo? Ho detto un costume.»
«Oh. Scusa. Ho tanto cui pensare.» Era come se le mia vita stesse scorrendo troppo in fretta, come un DVD che andava avanti a tutta velocità. Presi le ultime cose, le misi in valigia e la chiusi con non poche difficoltà.
«Dio. E stai cercando di spiegare a me quale sia la differenza tra quello che voglio portare e quello di cui abbiamo bisogno,» disse. «Hai preso l’intero guardaroba.»
Risi. «Credo tu abbia ragione. Devo razzolare bene prima di predicare, vero?»
Si sedette sul mio bagaglio. «Ehi, sto soltanto cercando di essere la voce della ragione.»
«È troppo difficile scegliere tra tutto quello che possiedo.»
«Persino una celebrità può indossare lo stesso outfit più di una volta. Lo sai, vero?»
«Sì, ma se dovessi finire la biancheria pulita nel bel mezzo della Foresta Amazzonica?»
Ridacchiò. «Non penso che Jesse ci stia portando lì.»
«Perché no? Sarebbe un posto perfetto per nascondersi.»
Julie mi guardò incuriosita. «So di cosa si tratta. Hai paura di non tornare mai più, sbaglio?»
Divenni immobile, pensando alle sue parole. «Forse, almeno un po’.»
«Torneremo a Big Bear Lake, Taylor,» disse. «Fingi che sia... una vacanza prolungata.»
«Beh, questo piccolo viaggio incasinerà il mio ultimo anno,» dissi.
«Ti salverà la vita,» rispose. «Se devo scegliere, preferisco essere viva piuttosto che la reginetta del ballo.»
Spostai una ciocca di capelli dal mio volto. «Lo so. Hai ragione.»
«Inoltre, torneremo comunque prima del ballo. Sfortunatamente, non avrò abbastanza tempo per la campagna elettorale. Che peccato. Scommetto che sarei uno schianto con la corona.»
«Saresti... perfetta,» dissi. Con un ultimo sforzo, chiusi completamente la valigia. «Mi spezzerò la schiena trasportandola.»
«Nah,» Julie disse. «È per questo che hai un fidanzato grande e grosso.» Andò alla porta e chiamò Jesse.
Lui salì le scale, entrò nella mia camera e mi sorrise. «Hai chiamato?»
«No, io ho chiamato,» Julie disse. «Gli averi di sua Maestà sono pronti,» disse, indicando la valigia.
Si avvicinò e la sollevò con un grugnito. «Wow. Sicura di non aver dimenticato nulla?» scherzò. «Questa cosa pesa quanto il...Texas.»
«Grazie per il tuo aiuto, Jesse,» Julie disse, poiché aveva preso anche il suo bagaglio. «Non ho un uomo tanto forte nella mia vita, quindi sono felice che almeno la mia amica ne possa vantare uno.»
Risi. «Vedi cosa dovrai sopportare, Jesse? Sei sicuro di volerla portare con noi?»
«Beh, se sposto le valigie, potremmo farla entrare nel bagagliaio,» scherzò.
Julie gli rivolse un grande sorriso, come ste lo stesse sfidando a dire un’altra parola.
«Ovviamente non mi dispiace,» disse con uno dei suoi sorrisi. «Avremo bisogno di qualcuno capace di sdrammatizzare.»
Gli diedi un bacio sulle labbra. «Sei il fidanzato perfetto.»
Julie scostò le tende e sbirciò fuori dalla finestra. «È quasi buio fuori.»
«Suppongo sia ora di andare,» Jesse disse.
Ingoiai il nodo che avevo in gola. Uscire da quella porta sarebbe stata una delle scelte più difficili della mia vita, e il pensiero di lasciare Big Bear Lake mi uccideva. Stavo appena cominciando a sentirmi a casa, e andare via avrebbe distrutto le vite felici che avevamo costruito. Una parte di me voleva disperatamente rimanere, ma sapevo che alla fine mi avrebbero scoperto. Non potevo fingere di essere un vampiro in un luogo in cui si trovavano tanti immortali sospettosi che non aspettavano altro che un mio passo falso. Se rimanessi, in un attimo commetterei un errore fatale. Andare via era l’unico modo per assicurarsi che la verità non venisse a galla, che non scoprissero non fossi un vampiro e che si trattasse di una farsa, di una messinscena per sfuggire al mio destino crudele. Le streghe e i licantropi non mi volevano, poiché mi consideravano contaminata; nel momento in cui avevo sfoggiato le mie zanne, gli avevo lasciato sapere che il mio sangue non fosse più puro. Ovviamente si trattava di un piano elaborato da me, Julie e Jesse.
Tuttavia, avevo ancora l’impressione che il mondo mi stesse crollando addosso. L’idea che tutti i miei sogni stessero andando in frantumi era insopportabile. Sentivo le farfalle nello stomaco a causa del nervosismo. Ero sopraffatta dall’ansia e non sapere che sarebbe accaduto peggiorava la situazione. E se Drake ci scoprisse e inseguisse? Cosa mi farebbe? Non riuscivo nemmeno a immaginarlo. Avevo perso il controllo della mia vita e stavo per allontanarmi da tutto ciò che mi era familiare. L’unica cosa che mi lasciava con i piedi per terra era Jesse. Sapevo non avrebbe permesso mi accadesse qualcosa, che avrebbe combattuto per me fino alla fine.
Presi dieci respiri profondi per calmarmi. Osservai gli ultimi raggi del sole scomparire dietro alla finestra. Nel bosco, non troppo lontano, un cervo stava pascolando pacificamente. Su un albero, dei gufi cominciarono a bubolare. Sorrisi. Era una vista stupenda, gloriosa, serena e mozzafiato. Il mondo è bellissimo, pensai, guardando le creature del bosco. La vita è un dono, e non lo sprecherò mai.
Pensai a tutto. La mia vita era in bilico, dipendeva da ogni nostra singola azione. Non riuscivo a credere a quanto fossi diventata filosofica di fronte alla morte. Non avevo mai dato tanto peso alla vita prima, non fin quando dovetti affrontare una vera minaccia di morte. Ma non è ancora finita, pensai. C’è ancora molto che voglio fare, e per riuscirci, devo andare via di qui. Dovevo combattere per la mia vita. Non mi sarei arresa al volere delle streghe e dei licantropi; volevano che avessi una morte onorevole, ma avevo ancora una vita onesta da vivere.
Mi rifiutavo di lasciare che quella sentenza di morte rovinasse il mio avvenire. Gli ostacoli sono fatti per essere superati, pensai, ed io intendevo farlo saltando come una maratoneta, vivere la mia vita al massimo—anche se significava fingere di essere una succhiasangue. La vita deve essere vissuta, come ha detto Jules, non si deve arrancare. Non sapevo cosa mi avrebbe preservato il futuro, ma ero sicura lo avrei affrontato a testa alta. Soprattutto, non avrei mai abbandonato le speranze. Ero una combattente, e sarei morta come tale. Sapevo di avere un compito nella vita, e non implicava nessun sacrificio.
Capitolo 2
Qualcuno bussò alla porta e mi colse di sorpresa. Non avevo idea di chi potesse essere a quell’ora della notte, mentre stavo preparando la mia fuga. Il battito del mio cuore accelerò, e corsi giù per le scale. «Chi è?» chiesi nervosa.
«Sono Kira. Posso entrare?»
Aprii la porta e la feci accomodare velocemente.
Spostò la sua lunga chioma di lato. «Volevo soltanto salutare mio fratello e augurarvi buona fortuna. Gli ho già spiegato perché sono contraria a questa cosa, ma è troppo testardo perché mi ascolti.»
«Mi dispiace tanto,» dissi. «Non intendevo coinvolgerlo in questo casino.»
Jesse sbucò alle mie spalle. «No, è una mia decisione. Voglio andare, proteggerti,» disse, guardandomi con gli occhi colmi d’amore.
Kira lo guardò e scosse la testa. «Non sei cambiato di una virgola, Jesse. Sei sempre stato cocciuto.»
«Grazie per non aver detto nulla a mamma e Sam.»
«Sai che ti fermerebbero,» disse.
Annuì. «Lo so.»
«Spero soltanto che tu non ferisca Julie o Taylor,» rispose.
«Non lo farò. Non potrei mai—»
Lo afferrò per una mano. «Se dovessi perdere il controllo... ricorda quello che ti ho insegnato.»
«So cosa fare. Non preoccuparti, sorellina.»
«Lo spero, perché le loro vite dipendono da te.»
«Ho tutto sotto controllo.»
Annuì. «Ho perlustrato la zona attorno alla casa,» Kira disse. «I lupi non si sono visti. Julie e Taylor hanno perso i loro guardiani immortali, quindi devono essersi bevuti la storia. Credono veramente che le ragazze si siano trasformate in delle creature della notte.»
Julie le diede il cinque. «Fantastico!»
«Ho visto qualcuna delle spie di Drake, ma le ho battute con facilità.»
«Ah sì?» Julie chiese.
«Già. Non possiamo permettere che vi seguano, giusto?»
«Grazie,» Julie rispose.
Kira mi passò una bottiglia blu.
«Che cosa è?» chiesi.
«Un siero vampiresco che ho ottenuto, ma non potente quanto il primo. Non farà brillare i vostri occhi, le zanne saranno temporanee e si mostreranno soltanto quando sarete arrabbiate. Tuttavia, vi conferirà l’odore dei vampiri. Basterà per un paio di settimane.»
«Grazie,» dissi.
«Ho fatto di tutto per averlo,» disse chiudendo la borsa.
«Non potremo mai ringraziarti abbastanza,» Julie rispose.
«Prendetelo adesso,» Kira affermò. «Non posso lasciarvi andare, salvo che non avrete il nostro odore, specialmente con le spie di Drake in agguato.»
«Quanto ne devo prendere?» chiesi, guardando la pozione dal cattivo odore.
«Soltanto un sorso.»
Ne assaggiai un po’. Sembrava sciroppo per la tosse, soltanto cento volte più brutto, senza l’essenza delle ciliegia a renderlo più gradevole.
Julie fece un’espressione disgustata quando lo bevve. «È orribile!» Disse. «Quanto ci vuole perché faccia effetto?»
«Ha effetto immediato,» Kira rispose. Poi mi abbracciò. «Fai attenzione lì fuori... e prenditi cura di mio fratello. So che lui pensa di non aver bisogno di una guardia del corpo, ma per favore, non lasciare che gli accada niente.»
«Lo farò,» dissi.
Julie circondò Kira con le braccia. «Grazie di tutto,» le disse. «Ci stai salvando la vita.»
«Lo spero,» Kira rispose, guardando suo fratello con affetto. Si voltò e lo strinse forte. «Prenditi cura di queste due. Non condivido quello che stai facendo, ma lo capisco. Fin quando rimarrai fuori dal radar, tutto andrà bene. Non tornare prima di febbraio. Tabby vi terrà al sicuro, quindi fate tutto quello che vi dirà.»
«Andrà tutto bene, sorellina,» disse.
«Ci sono degli immortali pericolosi lì fuori che non avranno scrupoli a farvi del male, Jesse. Per favore, non prenderla alla leggera. Non importa quel che accada, non puoi permettere che scoprano la verità su Julie e Taylor. Devono credere che siano delle vere vampire.»
«Ci assicureremo che lo facciano,» Jesse disse.
«Bene. Sam e la mamma non sanno nulla. Anche loro ci sono cascati.»
«Assicurati che non lo scoprano. Meno persone sanno la verità, meglio sarà per noi,» affermò.
Kira annuì. «Ho le labbra sigillate.»
Jesse la abbracciò un’ultima volta.
Vidi le lacrime formarsi negli occhi di Kira e si voltò per andare via. Aprì la porta, ci mandò un ultimo bacio e in un batter d’occhio scomparve.
Julie guardò fuori dalla finestra, verso il bosco. «Di sicuro è buio lì fuori,» disse.
Mi si contorse lo stomaco; odiavo l’idea di andare nel bosco di notte. «Già, dovremmo andare prima che tutti i vampiri si sveglino,» suggerii.
«Perché?» Julie chiese. «Non vogliono più ucciderci. Pensano che siamo come loro. Probabilmente stanno festeggiando. Per quel che gli importa, meno petali ci sono, meglio è. Le streghe e i licantropi, invece, pensano che siamo state trasformate quando ci hanno attaccato, quindi non ci inseguono più. In questo momento, non abbiamo nemici alle costole.»
«Salvo che non scoprano il nostro segreto... o ci siano gli scagnozzi di Drake in agguato. Non possiamo esserne certi.»
«Ed è per questo che volevo fuggire di notte,» Jesse disse. «Dobbiamo farlo per bene. Abbiamo lavorato troppo duramente, fatto troppi sacrifici, per mandare tutto all’aria proprio adesso. Se anche un solo immortale vi avesse
