Melaverde

Kent’annos: la Sardegna e il suo vino

Giornalista, autore TV e regista

Esiste un modo di dire che denota la cultura dell’ospitalità del popolo sardo, un modo di dire quasi arcaico, di una lingua romanza che nasce dalle radici dell’Impero Romano: . Quando si brinda, il popolo sardo recita queste parole per augurare non solo cent’anni di vita, ma anche buona fortuna e buona salute. Ed è con queste parole che la famiglia Dettori, sarda fino al midollo, decide di continuare – e nasce dai muri della vecchia cantina. Grazie a un esercito di donne tutte parenti tra loro, si inizia ad avviare una cucina funzionale producendo con fatica ed entusiasmo i prodotti che verranno serviti direttamente sulle tavole dei clienti. Salumi come lardo, salsiccia, pancetta, guanciale, testa in cassetta, insieme alla farina di grano Senatore Cappelli con la quale sfornano il pane. Grazie agli orti, le verdure sono sempre freschissime e di stagione, mentre nel territorio circostante altri parenti allevano pecore e maiali. Una particolarità assoluta: nella cucina del ristorante agricolo non esiste il congelatore. Per una precisa scelta si è deciso di non averlo, proprio per avere sempre prodotti freschi che potranno cambiare di giorno per giorno; infatti, il menu non è mai lo stesso, cambia in base a quello che si è appena raccolto o cucinato. Il forno è alimentato con legno di lentisco e olivastro conferendo così a piatti, come il famoso , un gusto inconfondibile. Tra le pietanze più richieste troviamo, oltre al arrosto, la famosa , un piatto della tradizione composto da pane sottile disposto a strati, brodo di pecora, erbe di campo e pecorino nelle sue diverse stagionature. Le lumache sono una autentica prelibatezza da queste parti e al Kent’annos vengono raccolte nei boschi limitrofi, fatte spurgare per tre giorni dando loro grattugiato e, infine, cotte in padella con olio, prezzemolo e formaggio, facendole saltare. Altro piatto locale, oltre all’agnello arrosto, è la pecora allo : la carne di pecora viene fatta bollire, messa in padella con una riduzione di vino rosso, aceto, cipolla. La carne risulterà talmente morbida da sciogliersi in bocca. Le verdure, tra le quali le melanzane, la fanno da padrone. La parmigiana con il pecorino alla Kent’annos è il piatto di verdura più mangiato e la frutta, tutta da agricoltura naturale, è priva di chimica. Il ristorante si affaccia sul promontorio e il posto è incantevole, a circa 300 metri sul livello del mare precisamente a Badde Nigolosu, in provincia di Sassari, dove si può godere di tramonti incredibili sul Golfo dell’Asinara, in mezzo alle vigne. Alessandro, figlio di Paolo e Giuseppina, porta avanti insieme a Simona, sua moglie, tutta la tradizione familiare contadina che si rispecchia nella terra che coltivano, nella vite che cullano tra il vento che sa di mare e il profumo della macchia mediterranea sarda: profumo di mirto, alloro, ginepro, elicriso e rosmarino selvatico. Mamma Giuseppina è in cucina, Paolo si cura della sala insieme all’altra figlia, Sara, avvocato innamorato della legge. A Kent’annos è possibile partecipare a degustazioni in enoteca, visitare la vigna e le cantine, cenare all’aperto le sere d’estate: tutta la famiglia si adopera per far vivere agli avventori una esperienza unica. I 29 ettari di vitigno sono coltivati da Alessandro insieme a suo padre. Fino agli inizi degli anni ’90 il vino veniva venduto sfuso, ma è tre anni dopo che si inizia a imbottigliare, sempre in purezza, il vino prodotto da vitigni Cannonau e Vermentino, Pascale e Monica. La civiltà nuragica e il suo popolo hanno origine incerta. I sardi sono un popolo dalle caratteristiche genetiche specifiche tanto da essere unico come il suo territorio, il mare che circonda l’isola, la sua storia, le sue specialità enogastronomiche, la sua cucina, la sua gente. Persone legate così fortemente alla propria terra e a ciò che quella terra regala loro.

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