Melaverde

Rimini, la Marianna e i pescatori

imini città di turismo, discoteche, di bomboloni mangiati in spiaggia all’alba, di movida. Ma esiste anche una Rimini più storica dove un antico quartiere di pescatori, il borgo di San Giuliano, si fonde con la memoria antica creando suggestioni, incontri e viaggi, con i resti sfarzosi dell’Impero Romano. Proprio qui, nel borgo antico, tra case basse e piazzette colorate, si staglia il Ponte di Tiberio, del XIV secolo d. C., proseguimento naturale del Corso teatrale – vale a dire che i ricordi e le tradizioni tornano, restano vivi. Enrica Mancini insieme a suo marito Giuliano e coadiuvati da Mirko, loro amico e socio, decidono un giorno che la storia della Marianna non doveva andare persa. Ristrutturano i locali, danno nuova linfa e vita alle antiche mura facendo tornare oggi la tradizionale cucina che Marianna proponeva agli avventori. Genuinità, prodotto pescato e cucinato nel giro di poche ore, sapori antichi e veri. Freschezza e tradizione sono le parole d’ordine che si respirano nella cucina dell’antica trattoria. La pasta è tutta fatta in casa dalle famose “sfogline”, le signore di Rimini che impastano e stendono rigorosamente a mano la pasta da servire ai clienti. Capitanate dalla signora Patrizia, 70 anni, si ritrovano ogni mattina e rendono immortale la tradizione romagnola della pasta fresca: le tagliatelle, qui proposte con le vongole insieme ai passatelli al profumo di mare. Come secondo piatto vanno forti i sardoncini al testo, ovvero alici pescate nello specchio di mare appena fuori la costa, cotte proprio sul testo, nella brace dove vengono posate le piadine, leggermente impanate e servite con radicchio fresco di primo taglio e cipollotto. Per quanto riguarda il vino romagnolo, il vitigno Rebola la fa da padrone. È un vitigno autoctono, rivalorizzato e ricoltivato sulle colline romagnole dove ben 16 cantine, riunendosi, hanno formato un consorzio chiamato “La strada dei vini di Rimini” partorendo un progetto chiamato “Rimini Rebola” e dando vita a loro volta a un vino autoctono bianco e fermo, marchiato Rimini. Ogni cantina ha poi personalizzato le proprie bottiglie con una propria etichetta. Le sue principali caratteristiche sono il colore che va dal paglierino della tipologia secco all’ambrato del passito, il profumo caratteristico leggermente fruttato e un sapore armonico. Non resta che passare in città, visitare il borgo antico dei pescatori, gustare le paste fatte in casa, bere un calice di Rebola unendo memoria e passione per le antiche tradizioni. Quelle di una volta, quelle di donne come Marianna.

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