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Mizrahì, vitalità e tradizione

con le migrazioni delle comunità ebraiche, si calcola siano oltre settecentomila gli ebrei che tra l’inizio degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta lasciano Maghreb e nazioni arabe per . È proprio dai loro insediamenti che le prime voci si alzano: cantano in ebraico e in arabo, utilizzano l’oud, il kanun (cordofono a settantotto corde) e il tamburo darbuka che hanno portato con sé nel viaggio verso la Terra Promessa. Alla musica mizrahì (“ebreo orientale”) vengono poi associati anche gli ebrei persiani, curdi e georgiani, bagdaditi e indiani. Un pool di artisti comincia ben presto a elaborare queste sonorità: si chiamano Avihu Medina, Joe

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